martedì 21 giugno 2011

Ancora sul federalismo...


Il mensile pubblicato nel sito della lega nord, nell'edizione di Giugno, inizia con un chiaro: "Niente più scuse. Con l’ok al primo decreto attuativo del Federalismo fiscale, che trasferisce i beni demaniali dallo Stato agli enti territoriali, si passa ai fatti" 

Finalmente, verrebbe da pensare. E allora, con l'aiuto dei preziosi dati analizzati da Marco Stradiotto, reperibili anche su www.marcostradiotto.org, vediamo di capire insieme quali siano questi "fatti".

Con le norme attuali  ai Comuni del Veneto mancheranno oltre 150 milioni di euro rispetto ai trasferimenti ottenuti nel 2010. È un taglio del 14% in due anni, venti euro procapite, con andamenti differenziati da provincia a provincia: 40 euro in meno all’anno per i veneziani, 33 per gli abitanti della provincia di Rovigo, 31 per i veronesi, 30 per i bellunesi, 29 per i vicentini, 28 per i trevigiani e i padovani. Se questo non bastasse si aggiunge il fatto che a sei mesi dall’inizio del nuovo anno, gli enti locali non hanno ancora certezze sulle prospettive dei loro bilanci.

Gli anni della fase di transizione al federalismo municipale dovevano essere usati per gestire con gradualità il passaggio dal vecchio al nuovo assetto. In modo da non trovarsi con un muro invalicabile nel 2014, quando dovrebbero arrivare i fabbisogni standard,  il periodo transitorio doveva servire per arrivare all’appuntamento del 2014 con delle situazioni meno sperequate. Questo purtroppo non è avvenuto e il Governo ha scelto di ripartire il fondo di riequilibrio sulla base di parametri che non si discostano dal criterio della spesa storica e in questo modo si è sprecata l’opportunità di iniziare fin da subito e gradatamente un meccanismo che metta al centro l’equità e la giustizia nella ripartizione delle risorse. Di fatto nel 2014 ci troveremo davanti a delle differenze tali che poi quasi certamente verranno mediate con dei contributi straordinari  (la storia insegna: vedi i contributi straordinari ai comuni di Napoli , Roma, Palermo e Catania), meccanismi clientelari che la riforma federalista aveva la velleità di superare, ma che rimangono lettera morta.





Qui di seguito si riporta la tabella che mostra le differenze che ci sono per la nostra provincia dopo la "riforma federalista". Lasciamo al lettore la facoltà di intuire chi pagherà quei soldi che mancheranno, anche al nostro comune...