In questi giorni in maniera subdola l’amministrazione sta avvertendo le famiglie e le varie associazioni dolesi che, da ora in poi, dovranno farsi carico del costo pieno dei servizi che usufruiranno. Non ci sono più soldi dicono, loro. E si sbizzarriscono in lezioni sul patto di stabilità. Ma chi sono i fautori di questo famigerato patto, se non Berlusconi, Bossi e Tremonti?
Questo è quanto si evince dalle comunicazioni fatte alle famiglie per quanto riguarda i buoni pasto scolastici: dove le si avverte che i buoni acquistati sono validi solo fino a giugno e che i rimanenti non saranno più validi e non verranno rimborsati. Evidente l’intenzione di aumentarli fino al costo pieno.
Ancora più ambigua è la comunicazione sul trasporto di scuolabus: dove si dice alle famiglie che il costo sarà più che raddoppiato, e le si invita a comunicare se intendano servirsene anche a queste condizioni. Evidente lo scopo di sopprimere il servizio.
La chicca finale viene riservata all’asilo nido. Si informano i genitori che l’asilo chiuderà il 21 giugno, un mese prima degli anni scorsi, infischiandosene dei disagi provocati ai genitori che dovranno trovare altre soluzioni per il mese in più di chiusura. Incapaci di trovare una soluzione concordata con il sindacato come è avvenuto per gli anni scorsi: chiudono. Ma quello che ancor più mi preoccupa è l’annunciata volontà di privatizzare l’asilo, dettata non tanto da un miglioramento e ampliamento del servizio ormai trentennale offerto alle famiglie, ma da un retro pensiero guidato da un furore ideologico che vorrebbe portarlo alla chiusura.
Gli esiti per le famiglie saranno dunque:
- oltre 100 euro in più ai 104 attuali per ogni bambino che usufruirà dello scuolabus;
- oltre 1,50 euro in più ai 3,50 attuali per ogni pasto consumato a scuola;
- rette dell’asilo nido privatizzato intorno ai 700/800 euro per bambino se il comune non integrerà le rette al privato;
- contributi alle associazioni culturali, assistenziali e sportive: azzerati;
- contributi alle scuole materne parrocchiali: dimezzati;
- piano delle opere pubbliche per i prossimi tre anni: azzerato, mettendo a rischio le manutenzioni alle scuole e alle strade.
Complimenti, cara Sindaco, per i risultati raggiunti dal filotto!
Adriano Spolaore